Il Giappone di Masako

Il wagasa: l'ombrello di carta giapponese, eleganza tra pioggia e sole

Decine di wagasa colorati, gli ombrelli di carta giapponesi, disposti a raggiera come sfondo a un santuario, con la scritta 奉納 Una parete di wagasa a un santuario: carta, bambù e mille motivi. Aperti a raggiera, questi ombrelli sono pura poesia giapponese.

"Un ombrello può essere un'opera d'arte?"

In Giappone sì: si chiama wagasa, l'ombrello tradizionale di bambù e carta washi. Da secoli ripara dalla pioggia e dal sole, ma è soprattutto un oggetto di rara eleganza: la carta traslucida, le stecche di bambù disposte come raggi, i colori e i motivi che si accendono controluce. Lo vedi in mano alle geisha, nei giardini da tè, sui palchi del kabuki — e oggi anche come splendido oggetto di decoro. Ti racconto cos'è, i suoi tipi e dove trovarne uno.

Che cos'è il wagasa

Il wagasa (letteralmente "ombrello giapponese") si costruisce con un'anima di bambù e la copertura di carta washi, trattata con olio o lacca per resistere all'acqua. Ne esistono di diversi tipi:

  • Bangasa — quello robusto e sobrio di tutti i giorni, dalle stecche spesse.
  • Janome — il più elegante, con il caratteristico motivo a "occhio di serpente" (un anello colorato); è l'ombrello raffinato per eccellenza.
  • Higasa — il parasole da sole, leggero e decorativo, perfetto per l'estate.

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Un oggetto di pura bellezza

Wagasa rossi appoggiati fuori da un locale di Kyoto di sera, tra lanterne accese e insegne giapponesi Wagasa rossi davanti a un locale di Kyoto, di sera: tra lanterne e insegne, l'ombrello di carta crea un'atmosfera che sembra uscita da un altro tempo.

Il fascino del wagasa è tutto nella luce. Quando la carta si tende sulle stecche e il sole (o una lanterna) la attraversa, i colori si accendono e le nervature disegnano una raggiera perfetta. Persino il suono che fa aprendosi ha un che di teatrale. Non a caso il wagasa è da sempre un simbolo di eleganza: accompagna le geisha e le maiko, appare nelle danze e nel teatro, e crea, in un giardino o in un vicolo, quell'atmosfera senza tempo che tutti cercano in Giappone.

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Come nasce

Dietro un wagasa ci sono decine di passaggi e spesso più artigiani specializzati: chi spacca e assottiglia il bambù, chi monta la fitta raggiera di stecche, chi incolla la carta washi, chi la olia e la decora. È un lavoro di pazienza infinita, tramandato in poche botteghe. I centri più celebri sono Gifu (in particolare Gujo-Hachiman), Kyoto, Kanazawa e Tokushima. Vedere un maestro montare le stecche, una a una, è ipnotico.

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Dove vederlo e comprarlo

Non serve comprare un grande wagasa da pioggia (ingombrante in valigia): ci sono opzioni per tutti.

  • Un higasa (parasole) — elegante, leggero e usabile davvero, anche a casa in estate.
  • Un wagasa decorativo o in formato piccolo — bellissimo da appendere o esporre.
  • Le botteghe di Kyoto e di Gifu hanno le selezioni più belle, spesso con dimostrazioni.

E poi c'è la gioia di vederli: molti santuari e vie turistiche allestiscono spettacolari installazioni di wagasa colorati, un tripudio di colore perfetto per le foto.

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In breve

Tipo Cos'è Perfetto per
Bangasa ombrello robusto da pioggia uso quotidiano, sobrio
Janome ombrello elegante "occhio di serpente" eleganza, kimono
Higasa parasole da sole souvenir pratico e leggero

I consigli di Masako

  • Punta su un higasa. È il più pratico da usare e da mettere in valigia.
  • Guardalo controluce. È lì che il wagasa svela tutta la sua magia.
  • Cerca il motivo janome. L'"occhio di serpente" è il più elegante e classico.
  • Proteggilo bene. È delicato: fatti fare un imballaggio robusto per il volo.
  • Non perderti le installazioni. Le pareti di wagasa colorati sono tra le foto più belle del viaggio.

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Buon viaggio — e la prima volta che aprirai un wagasa e la luce filtrerà attraverso la carta, tra le stecche di bambù, capirai perché in Giappone anche ripararsi dalla pioggia può essere questione di bellezza.