Cultura e galateo in Giappone: cosa fare e cosa non fare
Su questi pavimenti si cammina senza scarpe. È la prima regola che imparerai, e la più facile da ricordare.
Prima di partire, quasi tutti mi fanno la stessa domanda: "ma rischio di fare brutta figura?"
Ti tranquillizzo subito: nessuno si aspetta che tu conosca le regole giapponesi. Sei straniera, si vede, e la gente è paziente. Non ti guarderà nessuno storto se sbagli.
Detto questo, ci sono quattro o cinque cose che vale la pena sapere: non per paura, ma perché rispettarle è il modo più semplice di dire "ti rispetto" senza parlare la lingua.
Il principio che spiega quasi tutto
Se devi ricordare una cosa sola, ricorda questa:
Non disturbare gli altri.
In giapponese esiste una parola per questo — meiwaku, il fastidio che si arreca al prossimo — ed è la chiave di quasi ogni regola. Parlare piano in treno, non mangiare camminando, mettersi in fila: sono tutte forme dello stesso pensiero.
Se in dubbio, chiediti: sto creando un fastidio a qualcuno? Nove volte su dieci hai la risposta.
Le scarpe
Ti toglierai le scarpe molto più spesso di quanto immagini: nelle case, nei ryokan, in molti templi, in certi ristoranti tradizionali, perfino in alcuni camerini e studi medici.
Come funziona:
- Il punto dove ci si scalza è più basso del pavimento interno: quello è il confine.
- Le scarpe si lasciano con le punte verso l'uscita.
- Dentro ci sono spesso ciabatte a disposizione.
- ⚠️ In bagno le ciabatte sono diverse: se ne trovi un paio davanti alla porta, sono per il bagno e vanno lasciate lì uscendo. Uscire dal bagno con quelle ai piedi è l'errore classico degli stranieri.
Il mio consiglio pratico: porta calzini senza buchi e scarpe facili da togliere. Sembra una banalità, ma i lacci ti faranno bestemmiare almeno tre volte al giorno.
In treno
I treni giapponesi sono silenziosi, e questa è la differenza che gli italiani notano di più.
- Non si telefona. Il telefono si tiene in modalità silenziosa. Se devi rispondere, scendi.
- Si parla piano, se proprio si parla.
- Si fa la fila sulla banchina, sui segni disegnati a terra. Si aspetta che scendano tutti prima di salire.
- I posti riservati (anziani, donne incinte, disabili) si lasciano liberi.
- Lo zaino si porta davanti o si appoggia, non addosso agli altri.
Sulle scale mobili ci si mette da un lato per lasciar passare chi ha fretta: a Tokyo si sta a sinistra, a Osaka a destra. Sì, davvero.
I rifiuti
Questa spiazza tutti: in Giappone non ci sono quasi cestini per strada. Eppure è pulitissimo.
Il motivo è semplice: ognuno si porta a casa la propria spazzatura. Girerai con una bustina in borsa, come fanno tutti.
Dove buttare qualcosa:
- Accanto ai distributori automatici (per le bottiglie).
- Dentro i konbini, dove hai comprato.
- In stazione, ma non sempre.
I distributori sono ovunque. Accanto trovi il cestino: si beve lì, in piedi, e si butta subito.
E soprattutto: non si mangia e non si beve camminando. Si compra, ci si ferma accanto al banco o al distributore, si consuma, si butta. Poi si riparte.
Il denaro
- Non si lascia mai la mancia. In nessun locale, in nessuna situazione. Non è previsto e mette in imbarazzo.
- I soldi non si passano di mano. Alla cassa c'è un vassoietto: ci appoggi le banconote, e il resto ti verrà dato nello stesso modo.
- Porta contanti. Le carte sono accettate quasi ovunque nelle città, ma i locali piccoli, i templi e le bancarelle spesso vogliono monete.
Nei templi e nei santuari
All'ingresso di un santuario trovi una vasca con dei mestoli: è il temizuya, serve a purificarsi prima di avvicinarsi.
Il temizuya all'ingresso dei santuari: ci si sciacqua le mani prima di entrare.
Come si fa, in breve: prendi il mestolo con la destra e sciacqua la mano sinistra, poi cambia mano e sciacqua la destra. Con un po' d'acqua nella mano sinistra sciacqua la bocca (non bere dal mestolo), e infine lascia scivolare l'acqua lungo il manico.
Per pregare c'è una differenza che quasi nessuno conosce:
- Nei santuari shintoisti (quelli con il torii): due inchini, due battiti di mani, un ultimo inchino.
- Nei templi buddhisti: mani giunte e un inchino, senza battere le mani.
Se sbagli non succede niente, ma farlo giusto è un bel gesto.
Le foto
- Non fotografare le persone senza chiedere. Vale ovunque, ma in Giappone si tiene molto alla privacy.
- A Gion, a Kyoto, alcune stradine private vietano espressamente le foto: ci sono cartelli. Non inseguire le maiko per una foto — stanno andando a lavorare.
- Dentro molti templi è vietato fotografare: cerca il cartello con la macchina fotografica sbarrata.
- Nei negozi spesso non si possono fare foto agli scaffali.
Il corpo e la voce
Qui la differenza culturale con noi è più grande di quanto sembri:
- Non ci si tocca. Niente pacche sulle spalle, niente bacio sulle guance, niente mano sul braccio. Un cenno del capo basta e avanza.
- L'inchino non devi impararlo: un piccolo cenno con la testa è più che sufficiente per uno straniero.
- Il tono di voce. Noi italiani parliamo forte — al ristorante, in strada, ovunque. In Giappone si tiene la voce bassa negli spazi chiusi.
- Il naso. Soffiarsi il naso in pubblico è considerato sgradevole: ci si allontana o si va in bagno. Tirare su col naso, curiosamente, è accettato.
Le cose che gli italiani chiedono sempre
"Devo imparare il giapponese?" No. Arigatō (grazie), sumimasen (scusi / mi scusi, che serve anche per chiamare un cameriere) e onegaishimasu (per favore) ti bastano per tutto il viaggio.
"Si può indossare il kimono da stranieri?" Sì, ed è apprezzato. Non è considerata appropriazione: molti negozi lo affittano proprio per questo.
"E i tatuaggi?" Nella vita di tutti i giorni nessun problema. Il nodo sono le terme.
👉 Ne parlo qui: Onsen: come funzionano le terme giapponesi
"E a tavola?" Ci sono alcune regole sulle bacchette che vale la pena conoscere.
👉 Le trovi qui: Cosa mangiare in Giappone
I consigli di Masako
- Osserva e copia. È la strategia migliore in assoluto: guarda cosa fanno gli altri e fai uguale.
- Non chiedere scusa in continuazione. Un sumimasen detto una volta basta.
- Se ti perdi, chiedi. Molti non parlano inglese ma ti accompagneranno fisicamente dove devi andare, anche facendo un pezzo di strada in più. Succede davvero.
- Non ti agitare per le regole. Sbaglierai qualcosa, e non sarà un problema: quello che conta è che si veda che ci stai provando.
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📎 Leggi anche: Cosa mangiare in Giappone · Onsen: le terme giapponesi · Giappone fai da te: la guida completa
Buon viaggio — e non preoccuparti troppo: la gentilezza si capisce anche senza conoscere le regole.