Cosa mangiare in Giappone: i piatti da provare e come ordinarli
Una ciotola di ramen: brodo, noodles, uovo marinato e verdure. Costa poco più di un caffè al bar in centro a Milano.
Se c'è una cosa che gli italiani temono prima di partire, è questa: "ma io in Giappone cosa mangio?"
Ti rispondo subito: mangerai benissimo, e spenderai molto meno di quanto pensi. Il Giappone è uno dei posti al mondo dove si mangia meglio anche spendendo pochissimo — e dove anche il locale più anonimo, sotto un palazzo di uffici, sa fare bene una cosa sola.
L'unico vero ostacolo non è il gusto: è sapere cosa ordinare e come. Qui ti spiego entrambe le cose.
Come funziona un pasto giapponese
Il pasto classico non è un piatto unico: è riso, zuppa di miso e uno o due contorni, tutti serviti insieme su un vassoio. Si chiama teishoku, ed è quello che trovi ovunque a pranzo.
Un teishoku: riso, zuppa e sottaceti. Semplice, equilibrato, e quasi sempre sotto i mille yen.
Non c'è un ordine di portate come da noi: arriva tutto insieme e si alterna un boccone di questo e uno di quello. All'inizio spiazza, poi ci si abitua in fretta.
I piatti da provare
Ramen
Noodles in brodo, e non è mai lo stesso piatto: il brodo cambia da regione a regione (di maiale, di soia, di miso, di sale). Il locale medio ne serve uno solo, quello in cui è bravo.
Costa in genere ¥800–1.200 ed è un pasto completo.
Il mio consiglio: il rumore mentre si aspirano i noodles non è maleducazione. Fa parte del piatto, serve a raffreddarli. Provaci: è più facile di quanto sembri.
Sushi e sashimi
Il sushi che conosci in Italia è una versione lontana. Qui il pesce è freschissimo e il riso conta quanto il pesce.
Sashimi: solo pesce crudo tagliato, senza riso. Il tonno grasso in alto a destra è il pezzo più pregiato.
Due modi per mangiarlo:
- Kaiten sushi (i piatti sul nastro trasportatore): economico, divertente, ¥100–300 a piattino. Perfetto per iniziare.
- Sushi al banco: il cuoco prepara davanti a te, un pezzo alla volta. Costoso, ma un'esperienza a sé.
Sashimi è il pesce crudo da solo, senza riso. Se ami il crudo di pesce, qui tocchi il massimo.
Izakaya: la sera si mangia così
L'izakaya è il locale dove i giapponesi vanno dopo il lavoro: si beve e si ordinano tanti piattini da dividere. Il modo più simile a come mangiamo noi in compagnia.
Cosa ordinare: yakitori (spiedini di pollo alla griglia), karaage (pollo fritto), edamame, gyoza, insalata di cetrioli. Si va avanti a piattini finché si è sazi.
Il cibo di strada e i mercati
Le bancarelle la sera: le vaporiere fumano e si mangia in piedi, accanto al banco.
Da provare: takoyaki (polpettine di polpo) e okonomiyaki (una specie di frittata densa con cavolo) — sono specialità di Osaka e Hiroshima. Taiyaki, il pesciolino dolce ripieno. Il gelato al tè matcha.
👉 Ne parlo nelle guide di Osaka e Hiroshima
Gli altri piatti che incontrerai
- Tempura — verdure e gamberi in pastella leggerissima.
- Tonkatsu — cotoletta di maiale impanata, servita con cavolo crudo.
- Curry giapponese — dolce e denso, niente a che vedere con quello indiano. Piace a tutti.
- Gyudon — riso con manzo stufato. Il pasto veloce per eccellenza: ¥500 e sei a posto.
- Udon e soba — noodles spessi di grano o sottili di grano saraceno, caldi o freddi.
I konbini: la sorpresa vera
I konbini (7-Eleven, Family Mart, Lawson) non sono i nostri autogrill. Sono minimarket aperti sempre dove si mangia davvero bene: onigiri (triangoli di riso ripieni), insalate, panini morbidi, piatti pronti che scaldano al momento.
Colazione o cena veloce con ¥500–800, di qualità sorprendente. Non è un ripiego: molti giapponesi ci mangiano tutti i giorni.
Come ordinare senza sapere il giapponese
È più facile di quanto temi:
- I distributori di biglietti. Molti locali di ramen hanno una macchinetta all'ingresso: scegli la foto, inserisci le monete, consegni il tagliando al banco. Nessuna conversazione necessaria.
- I modellini di plastica in vetrina. Sono sorprendentemente fedeli: se non sai come chiedere, esci e indica quello.
- Il menu con le foto. Quasi tutti ce l'hanno. Indicare va benissimo, non è maleducazione.
- "Kore, onegaishimasu" (ko-re o-ne-gai-shi-mas) = "questo, per favore". È l'unica frase che ti serve davvero.
⚠️ Se sei vegetariana o vegana, leggi qui
Questa è la parte in cui devo essere sincera: in Giappone il vegetariano è difficile.
Il motivo è il dashi, il brodo di base fatto con pesce essiccato: è dentro alla zuppa di miso, in molte salse, nei brodi degli udon, spesso anche in piatti che sembrano di sole verdure. Non viene considerato "carne" e quindi non viene segnalato.
Cosa fare:
- Cerca i ristoranti shojin ryori (la cucina vegetariana dei templi): esistono, soprattutto a Kyoto.
- Nei konbini controlla le etichette, o punta su onigiri semplici (prugna, alga).
- Impara la frase scritta da mostrare: molti locali fanno il possibile se capiscono.
Non è impossibile, ma va organizzato. Meglio saperlo prima che scoprirlo affamata alle nove di sera.
Il galateo a tavola, in breve
- Non si lascia la mancia. Mai, in nessun locale. Non è previsto e può mettere in imbarazzo.
- Si dice itadakimasu prima di iniziare, e gochisosama alla fine. Bastano queste due.
- Non piantare le bacchette in verticale nel riso, e non passare cibo da bacchette a bacchette: sono gesti legati ai funerali.
- Aspirare i noodles va bene. Soffiarsi il naso a tavola, invece, no.
- Non si mangia camminando. Ci si ferma accanto al banco dove si è comprato.
- Salviette calde (oshibori): servono per le mani, non per la faccia.
Quanto si spende, in pratica
- Colazione al konbini: ¥300–600
- Pranzo (ramen, curry, teishoku): ¥800–1.200
- Cena in izakaya: ¥2.000–3.500
- Kaiten sushi: ¥1.500–2.500 a testa
Con ¥3.000–4.000 al giorno mangi benissimo tre volte.
👉 Il budget completo del viaggio: Quanto costa un viaggio in Giappone
I consigli di Masako
- Entra dove mangiano i giapponesi. Se un locale piccolo ha il bancone pieno all'ora di pranzo, è un buon segno.
- Non cercare il ristorante "giusto". In Giappone il livello medio è altissimo: il locale a caso sotto casa fa quasi sempre bene.
- Ordina la specialità della casa, non quello che riconosci dal nome. Ogni locale fa bene una cosa.
- Prova almeno una volta un piatto che non sapresti nominare. È il modo migliore di viaggiare mangiando.
- Porta contanti. Molti locali piccoli e le bancarelle non prendono carte.
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Buon viaggio — e buon appetito. In Giappone, quasi sempre, è la parte che si ricorda di più.