Pagare in Giappone: contanti o carta? Suica e bancomat
di Masako · guida scritta dal Giappone
Monete, carta o Suica: in Giappone convivono tutti e tre. Ti spiego quando serve cosa — e come non restare mai in difficoltà.
"Ma è vero che in Giappone si paga tutto in contanti?"
Questa domanda me la fanno più di ogni altra. E la risposta oggi è più sfumata di quanto leggi in giro: il Giappone è cambiato molto negli ultimi anni, ma non è diventato l'Europa.
Vivo a Tokyo e pago le mie cose qui ogni giorno. Ti racconto come funziona davvero — dove la carta va benissimo, dove ti serve ancora il contante, e il sistema che uso io per non pensarci più.
La risposta breve
Porta entrambi. Non è una risposta pigra: è esattamente ciò che facciamo anche noi che ci viviamo.
- Carta di credito — funziona in hotel, grandi negozi, catene, supermercati, konbini, stazioni.
- Carta IC (Suica e simili) — la usi per treni, metro, autobus, konbini, distributori automatici. È il metodo più comodo in assoluto per le piccole spese quotidiane.
- Contante — resta indispensabile in piccoli ristoranti, izakaya, templi, mercatini, bagagli in deposito, alcuni musei e negozietti di quartiere.
Se dovessi riassumere in una frase: la carta copre le spese grandi, la Suica quelle piccole, il contante quelle inaspettate.
Dove la carta funziona (e dove no)
Funziona quasi sempre: hotel e ryokan, grandi magazzini, catene di ristoranti, supermercati, konbini, negozi di elettronica, biglietterie delle stazioni, taxi delle città maggiori.
Spesso non funziona:
- Piccoli ristoranti e izakaya a conduzione familiare — soprattutto quelli belli, quelli con sei posti al bancone.
- Templi e santuari — biglietti d'ingresso, amuleti, offerte: contante.
- Mercatini, bancarelle dei matsuri, piccoli negozi di quartiere.
- Alcuni ryokan tradizionali in campagna.
- Armadietti automatici delle stazioni (alcuni accettano la IC card, i più vecchi solo monete).
Un dettaglio che spiazza gli italiani: capita di trovare un locale raffinato e costoso che accetta solo contanti. Qui non è un segnale di arretratezza né di sospetto — è semplicemente come ha sempre funzionato.
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La Suica: la cosa che ti semplifica la vita
Se devi ricordare una sola cosa di questo articolo, ricorda questa.
La Suica (e le sue equivalenti: Pasmo, Icoca) è una tessera ricaricabile che nasce per i trasporti ma si usa ovunque: treni, metro, autobus, konbini, distributori automatici, molte catene. Si appoggia al lettore e si passa, senza codici né firme.
Perché è così comoda: ti toglie il problema di calcolare il biglietto giusto per ogni tratta, e ti libera dalle monete — che in Giappone si accumulano in fretta, perché esistono pezzi da 1, 5, 10, 50, 100 e 500 yen.
Come procurartela
- Welcome Suica — la versione pensata per i turisti, in vendita negli aeroporti (Narita e Haneda) e nelle stazioni principali. Non richiede deposito cauzionale e vale 28 giorni dall'attivazione: per un viaggio normale è perfetta.
- Suica sull'iPhone — si aggiunge direttamente nel Wallet e si ricarica con la carta di credito, senza passare da nessuno sportello. È la soluzione più comoda in assoluto se hai un iPhone.
- Suica su Android — attenzione: la maggior parte degli Android venduti fuori dal Giappone non ha il chip FeliCa necessario. In quel caso prendi la tessera fisica.
La ricarica si fa alle macchinette delle stazioni e nei konbini. Alle macchinette si ricarica in contanti: tieni sempre qualche banconota per questo.
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Prelevare contanti: quali bancomat accettano le carte italiane
I bancomat nei konbini accettano carte straniere 24 ore su 24: l'opzione più comoda per prelevare yen.
Qui c'è una trappola che coglie molti impreparati: la maggior parte dei bancomat delle banche giapponesi non accetta le carte straniere. Ti ritrovi davanti allo sportello, con la carta che non entra in funzione, e non capisci perché.
La soluzione è semplice, basta saperla. Due reti accettano le carte estere praticamente sempre:
- I bancomat dei konbini 7-Eleven (Seven Bank). Ce ne sono ovunque, sono aperti quasi sempre e hanno il menù in inglese. È la mia prima scelta da consigliare.
- Gli uffici postali giapponesi (Japan Post Bank). Affidabili, ma con orari più limitati.
Anche gli aeroporti hanno sportelli che funzionano: prelevare appena atterri, prima di prendere il treno, è una buona abitudine.
💡 Conviene prelevare in Giappone o cambiare in Italia? In genere prelevare sul posto è più conveniente che cambiare euro in contanti prima di partire. Controlla però le condizioni della tua carta: alcune applicano commissioni fisse per prelievo, e in quel caso conviene fare pochi prelievi grandi invece di tanti piccoli.
Quanti yen portare con sé
Il Giappone è ancora una società del contante: avere yen in tasca è fondamentale, specialmente fuori dalle grandi città.
Non esiste una cifra magica, ma questa è la regola che uso e che consiglio:
| Situazione | Contante consigliato |
|---|---|
| Giornata normale in città | ¥5.000-10.000 a persona |
| Giornata con templi, mercatini, paesini | ¥10.000-15.000 |
| Zone rurali o ryokan tradizionali | ¥15.000-20.000 |
Tieni sempre una riserva separata dal portafoglio quotidiano — in valigia, in hotel. Non per paura di furti (il Giappone è straordinariamente sicuro), ma perché restare senza contanti la domenica sera in un paese di montagna è una seccatura evitabile.
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Piccole cose che cambiano la giornata
- Il vassoietto. Alla cassa non si passano i soldi di mano in mano: si appoggiano nel piccolo vassoio. È il gesto che ti fa capire subito da chi hai imparato.
- Non si lascia la mancia. Mai, da nessuna parte. Lasciarla mette in imbarazzo: il servizio è già compreso, e farlo bene è considerato normale, non un extra da premiare.
- Le banconote si tengono in ordine. Portafogli lunghi, banconote distese: è un'abitudine diffusa e, dopo qualche giorno, contagiosa.
- Le monete si accumulano. Usale nei distributori automatici o per ricaricare la Suica, altrimenti a fine viaggio ti ritrovi il portafoglio che pesa.
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La società del contante: come sta cambiando il Giappone
Per decenni il Giappone è stato la grande eccezione del mondo sviluppato: una delle economie più ricche del pianeta che continuava a fare quasi tutto in contanti. Le ragioni sono culturali e storiche: sfiducia tradizionale verso le banche, abitudine radicata al pagamento fisico, e una rete di piccole imprese familiari che non volevano investire nei POS.
Oggi il Giappone sta cambiando rapidamente. Il governo ha spinto con forza verso il cashless a partire dal 2019–2020, sia per le Olimpiadi di Tokyo che per ragioni fiscali. Molti negozi — soprattutto le catene — hanno installato lettori contactless. I taxi delle grandi città accettano quasi tutti le carte. I supermercati hanno introdotto le casse self-service con pagamento digitale.
Ma il cambiamento non è uniforme. Tokyo e le grandi città sono diventate molto più cashless; i paesi di montagna, i templi e i ristoranti tradizionali quasi no. Per un turista europeo, la regola pratica rimane quella di tenere sempre contante.
Come cambiare valuta: le opzioni a confronto
Hai tre opzioni principali per procurarti yen, e non sono tutte uguali.
Opzione 1: Prelevare al bancomat in Giappone (la scelta migliore)
I bancomat dei konbini 7-Eleven (Seven Bank) e dei konbini Lawson accettano quasi tutte le carte internazionali Visa, Mastercard e Maestro. Il menù è disponibile in inglese e in italiano. I tassi di cambio sono i migliori disponibili (quello interbancario, con una commissione piccola della tua banca).
Attenzione alle commissioni della tua banca italiana: alcune applicano una commissione fissa (es. €2–5 per prelievo) e una percentuale sul cambio (1–2%). Se la commissione fissa è alta, conviene fare un prelievo grande invece di tanti piccoli.
Opzione 2: Cambiare euro all'aeroporto in Giappone
Gli aeroporti giapponesi hanno sportelli di cambio valuta con tassi accettabili — molto migliori rispetto a quelli degli aeroporti europei. Se vuoi avere subito yen in mano all'atterraggio, cambiare all'aeroporto di Narita, Haneda o Kansai è ragionevole. Occhio agli orari: alcuni sportelli chiudono la sera tardi.
Opzione 3: Cambiare in Italia prima di partire (la scelta peggiore)
I tassi di cambio nelle banche e nelle agenzie italiane sono quasi sempre i peggiori. Evita di cambiare grandi somme in Italia: porta il minimo per il primo spostamento e poi preleva sul posto.
Opzione 4: La carta di debito/prepagata in yen
Alcune carte europee (come Revolut o Wise) permettono di caricare yen a un tasso quasi interbancario. Sono ottime per i pagamenti cashless, meno pratiche per i prelievi (dipende dall'ATM). Se usi già queste carte in Europa, portale anche in Giappone.
Cosa puoi pagare con la Suica: la lista completa
La Suica (e le equivalenti Pasmo, Icoca, Toica) è molto di più di una tessera per i treni. Ecco tutto quello che puoi pagare semplicemente appoggiando la carta al lettore:
Trasporti:
- Metro, treni JR e privati, autobus urbani in quasi tutto il Giappone
- Taxi (sempre più spesso, ma non tutti)
- Alcune tratte di funivia
Acquisti:
- Tutti i konbini (7-Eleven, Lawson, FamilyMart)
- Distributori automatici di bevande e snack (la maggioranza in grandi città)
- McDonald's, Lotteria e altre catene fast food
- Starbucks e molte caffetterie
- Molti drugstore (Matsumoto Kiyoshi, Sundrug)
- Negozi di ristoranti all'interno delle stazioni
Dove ancora NON funziona:
- La maggioranza dei ristoranti tradizionali e degli izakaya
- Templi e santuari
- Mercatini e bancarelle
- Piccoli negozi di artigianato
Il galateo del denaro: le cose che cambiano
Il modo in cui si maneggia il denaro in Giappone è diverso dall'Italia, e conoscerlo prima evita piccoli momenti imbarazzanti:
Il vassoietto alla cassa. Quasi tutte le casse hanno un piccolo vassoio di plastica o ceramica: i soldi si mettono lì, non in mano. È un gesto di rispetto: non si tocca la mano del cassiere. Vale per dare e per ricevere il resto.
Le banconote impeccabili. I giapponesi tendono a tenere le banconote piegate in modo ordinato, in portafogli lunghi. Non è un'ossessione: è semplice cura per gli oggetti. Dopo qualche giorno, il modo giapponese di maneggiare i soldi diventa naturale.
Le monete sono tante. Il sistema monetario giapponese ha sei monete: 1, 5, 10, 50, 100 e 500 yen. Si accumulano in fretta. Usarle nei distributori automatici o per ricaricare la Suica è il modo migliore per non tornare a casa con un sacchetto di metallo.
La mancia non esiste. È forse la cosa che sorprende di più. In Giappone lasciare la mancia non è solo inutile: può mettere in imbarazzo chi la riceve. Il servizio è già il prezzo del servizio. Non ci sono eccezioni: né nei ristoranti costosi né nei ryokan, né in taxi né nei tour. Se vuoi esprimere gratitudine, il modo giapponese è una parola (arigatou gozaimashita, "grazie mille") detta con sincerità.
I consigli di Masako
- Fai la Suica il primo giorno, in aeroporto. È la cosa che ti semplifica tutto il resto del viaggio. Se hai un iPhone, aggiungila nel Wallet ancora prima di partire.
- Preleva ai 7-Eleven. Ricordati questo nome e non avrai mai problemi: sono ovunque e accettano le carte italiane.
- Avvisa la tua banca che vai in Giappone. Un pagamento inatteso dall'altra parte del mondo può far bloccare la carta per sicurezza — capita più spesso di quanto pensi.
- Porta due carte diverse, tenute separate. Se una si blocca o si smagnetizza, non resti a piedi. È la precauzione più banale e quella che salva di più.
- Non cambiare tutti i tuoi euro in aeroporto in Italia. I tassi sono i peggiori. Cambia il minimo per arrivare, e poi preleva sul posto.
Domande frequenti
Serve ancora il contante in Giappone? Sì: nel 2026 molti piccoli negozi, ristoranti tradizionali e santuari accettano solo contanti. Porta sempre almeno ¥10.000–15.000 in tasca.
Quanti yen portare al giorno? Come riferimento: ¥5.000–8.000 al giorno per pasti e spese varie, più il budget per ingressi e acquisti. La carta copre hotel e negozi grandi.
Dove cambio gli euro? In Giappone, non in Italia: i tassi sono migliori. I bancomat dei konbini (7-Eleven, Lawson) accettano carte europee e funzionano 24/7.
Cos'è la Suica? Una carta ricaricabile per treni, metro, bus, konbini e distributori. Si prende alle macchinette in stazione (deposito ¥500) o su iPhone. È la prima cosa da fare all'arrivo.
Le carte di credito italiane funzionano? Sì in hotel, grandi negozi e catene. Visa e Mastercard sono le più accettate. Le carte con il contatto NFC funzionano in molti posti.
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Il Giappone ti chiede solo di essere preparato: una carta, una Suica e qualche banconota in tasca. Con queste tre cose non avrai un solo momento di difficoltà — e potrai pensare a guardarti intorno, che è il motivo per cui sei venuto.