Il Giappone di Masako

Le toilette giapponesi: come funziona il washlet

di Masako · guida scritta dal Giappone

Il pannello di comando bilingue di un washlet giapponese, con i tasti per il getto, la pressione e l'asciugatura Il pannello di un washlet: tanti tasti, ma bastano tre per capire tutto. E sì, la tavoletta è riscaldata.

"Ci sono dieci bottoni: e adesso come faccio?"

Le toilette giapponesi sono forse la cosa che sorprende di più chi arriva. Ma ti dico la verità da giapponese: sono le migliori del mondo, e dopo tre giorni non vorrai più tornare indietro. Il segreto è che, dei tanti tasti, te ne servono davvero solo tre.

La rivoluzione del water giapponese

La storia comincia nel 1980. L'azienda TOTO — fondata nel 1917 a Kitakyushu come produttrice di sanitari in ceramica — lancia il Washlet, il primo water con bidet integrato del mondo. Il nome diventa un marchio talmente forte che in Giappone "washlet" è usato come termine generico, come in Italia si dice "scottex" per la carta assorbente.

Quarantasei anni dopo, il washlet è presente nell'80% delle abitazioni giapponesi. Negli hotel, nei grandi magazzini, nelle stazioni principali, nei ristoranti di buon livello è ovunque. Quando un turista europeo lo incontra per la prima volta rimane disorientato — poi torna a casa e trova la sua toilette vecchia tristissima.

Non è solo comodità. È un'intera filosofia diversa di igiene personale, del rispetto per il corpo, e — come vedrai dopo — anche del pudore sociale. Il washlet è forse l'oggetto che racconta meglio la differenza tra la cultura giapponese e quella occidentale.

I grandi produttori sono tre: TOTO (il più diffuso, presente anche in hotel internazionali), LIXIL (brand INAX) e Panasonic. Nei ryokan e negli hotel di lusso troverai quasi sempre TOTO.

Il pannello spiegato tasto per tasto

Il pannello è quasi sempre anche in inglese, o con dei disegni chiari. Ecco tutti i tasti principali, dal più utile al meno:

Tasto Parola (giapponese) Cosa fa
STOP 止 Ferma tutto. È il primo da imparare
Getto posteriore おしり (oshiri) Lava, come un bidet
Bidet ビデ (bide) Getto anteriore, per lei
Pressione acqua 水勢 (– / +) Regola la forza del getto: inizia bassa
Temperatura acqua 温度 Acqua calda o fredda — l'acqua tiepida è una rivelazione
Asciugatura 乾燥 (kansō) Aria calda per asciugare. Lenta ma funziona
Temperatura tavoletta 便座温度 Regola il calore della tavoletta riscaldata
Deodorante 脱臭 (dasshū) Elimina gli odori in automatico
Otohime 音姫 La "principessa del suono" — vedi sotto
Posizione getto 位置 (– / +) Sposta avanti/indietro il punto del getto
Massaggio マッサージ Getto pulsante. Extra, ma piacevole

Il resto (oscillazione, movimenti automatici) è extra: puoi ignorarlo. Se ti spaventi, premi STOP e sei di nuovo al sicuro.

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La tavoletta calda e le altre magie

La prima volta che ti siedi d'inverno capisci tutto: la tavoletta è riscaldata. Non è una cosa a cui pensi prima di partire, ma diventa rapidamente la tua funzione preferita del Giappone invernale. I ryokan regolano la temperatura a circa 38°C — come abbracciare qualcuno.

Ma non finisce qui:

  • Alcune si aprono da sole quando entri nel bagno (sensore di presenza).
  • Molte si scaricano da sole quando ti alzi, o con un sensore sul muro.
  • Quasi tutte profumano l'aria da sole dopo l'uso.
  • Quelle di fascia alta regolano automaticamente la temperatura dell'acqua del getto in base alla stagione.

Per lo scarico manuale, cerca la leva classica oppure i tasti 大 (dai, molta acqua) e 小 (shō, poca acqua): abituati a scegliere il secondo quando basta — in Giappone si fa così per non sprecare acqua.

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L'otohime: la "principessa del suono"

Questa è tutta giapponese, e vale la pena capire perché esiste.

In Giappone il pudore dei suoni corporei è molto forte — più che in Italia, molto più che in Germania o Inghilterra. Le donne giapponesi, nei bagni pubblici, tiravano lo sciacquone più volte mentre usavano la toilette, non per lavare ma per coprire i suoni. Uno spreco enorme d'acqua.

Negli anni Ottanta TOTO ha risolto il problema inventando l'otohime (音姫, "principessa del suono"): un tasto o un sensore che riproduce il rumore di uno sciacquone — o una musica, o il suono di un ruscello — per coprire gli altri suoni, senza usare acqua vera. Si preme appena ci si siede, e si ferma premendo di nuovo o automaticamente dopo 25 secondi.

Premi l'otohime almeno una volta. È forse il simbolo più perfetto del Giappone: un problema di cultura del pudore, risolto con eleganza tecnologica. Geniale.

Le toilette pubbliche in Giappone: una rivelazione

I cartelli dei bagni pubblici in un parco giapponese, con le indicazioni bilingue I bagni pubblici giapponesi sono segnalati ovunque: nei parchi, nelle stazioni, nei centri commerciali.

Per chi arriva dall'Europa, le toilette pubbliche giapponesi sono quasi uno choc culturale positivo.

In Italia (e in tutta Europa) le toilette pubbliche spesso si pagano (¥0,50–1,00), sono spesso sporche, spesso non hanno carta, e nei piccoli paesi semplicemente non ci sono. In Giappone è l'opposto.

Dove trovare una toilette in Giappone:

  • Stazioni ferroviarie: sempre disponibili, sempre gratuite, pulite e ben segnalate. Nelle grandi stazioni (Tokyo, Kyoto, Osaka) con washlet.
  • Konbini (7-Eleven, Lawson, FamilyMart): gratuiti, puliti, aperti 24 ore. Il punto di sosta più affidabile.
  • Templi e santuari: di solito gratuiti. Attenzione: nei posti più antichi troverai ancora le toilette alla turca (washiki, vedi sotto).
  • Parchi pubblici: sì, esistono, anche nei parchi di quartiere. Gratuiti.
  • Sentieri di montagna: nei parchi nazionali più visitati ci sono toilette ai punti di ristoro lungo il percorso.
  • Ristoranti: quasi sempre con washlet.

L'unica cosa da portare con sé: fazzoletti di carta. Non tutte le toilette pubbliche hanno carta asciugamani per le mani — e alcune (specialmente nei parchi e nei templi più piccoli) non hanno nemmeno carta igienica. I giapponesi portano sempre un hankachi (fazzoletto di stoffa) in borsa. I fazzoletti di carta usa-e-getta si comprano al konbini per ¥100–200.

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La toilette alla turca (washiki): come si usa

Nei templi più antichi, nei bagni di qualche ristorante tradizionale e nelle stazioni minori, si incontra ancora la toilette alla turca (washiki, 和式). È una porcellana allungata incassata nel pavimento, con la parte rialzata a un'estremità.

Come si usa:

  1. Togli le scarpe fuori dal gabinetto (se ci sono le pantofole apposite per il bagno, mettile).
  2. Entra orientandoti con la parte rialzata davanti a te (non verso la porta).
  3. Accovacciati rivolto verso la parte rialzata — i piedi sui supporti laterali.
  4. Fai quello che devi fare.
  5. Lo scarico è di solito una leva o un tasto sulla parete — spesso 大/小 come per i washlet.

È meno comodo del washlet, ma funziona. Non ti capiterà spesso, ma è bene saperlo.

Toilette per famiglie e per tutti

Ecco un lato del Giappone che le famiglie adorano: le toilette multifunzione (tamokuteki toilet), presenti in stazioni, centri commerciali e musei. Dentro trovi spesso:

  • Un fasciatoio per cambiare il neonato.
  • Un seggiolino dove far sedere il bimbo in sicurezza mentre il genitore usa la toilette.
  • Ampio spazio e accesso per sedie a rotelle e passeggini.
  • Spesso uno specchio basso e una sedia per allattare.

Sono pulite, gratuite e pensate perché nessuno resti in difficoltà: viaggiare con bambini piccoli, in Giappone, è sorprendentemente comodo anche per questo.

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Le ciabatte del bagno: non dimenticarle

In molte case private, ryokan e alcuni ristoranti tradizionali esiste una regola semplice ma fondamentale: ci sono ciabatte apposite solo per il bagno, di solito di plastica e lasciate davanti alla porta del gabinetto. Si mettono entrando, e — la parte importante — si tolgono uscendo.

È facilissimo dimenticarselo e uscire con le ciabatte del bagno ai piedi nel corridoio: è una gaffe classica dei turisti stranieri, e fa ridere i giapponesi. Non è un dramma, ma è un dettaglio che fa capire quanto sei attenta. Guarda i piedi prima di uscire dal bagno.

I souvenir a tema toilette

Sì, esistono. E sono irresistibili.

Ad Akihabara e nei negozi di souvenir più divertenti si trovano:

  • Modellini in miniatura del washlet TOTO — replicano il design del washlet reale in scala ridotta, completi di pannello di controllo in miniatura.
  • Portachiavi a forma di water giapponese con le emoji del pannello di controllo.
  • Libri illustrati sul design delle toilette giapponesi — un sottogenere letterario esistente e serio in Giappone.

Se vuoi qualcosa di più sostanzioso: TOTO vende effettivamente i suoi washlet in Europa (il modello Washlet S7 costa circa 1.200–2.000 euro). Molti turisti italiani che hanno soggiornato in Giappone per alcune settimane tornano a casa e li ordinano. Non è uno scherzo.

Il Museo della Toilette (Kitakyushu)

Sì, in Giappone esiste un Museo dedicato alle toilette. Si chiama TOTO Museum ed è a Kitakyushu, nella prefettura di Fukuoka — la stessa città dove TOTO fu fondata nel 1917. L'ingresso è gratuito.

Il museo racconta la storia di TOTO dall'inizio del Novecento a oggi: le prime tazze in ceramica, i modelli degli anni Cinquanta, il prototipo del Washlet del 1980, e i modelli più avanzati attuali. C'è anche una sezione dedicata all'igiene e alla salute pubblica in Giappone — più interessante di quanto sembri.

Non è una tappa obbligatoria, ma se passi da Fukuoka (ottima città per mangiare, famosa per il ramen Hakata), vale una visita.

Fontanella pubblica in Giappone: l'acqua del rubinetto è sempre potabile

Farmacia giapponese con i corridoi ordinati e i prodotti ben etichettati

Domande frequenti

La carta igienica si butta nel water? Sì. In Giappone la carta igienica è fatta per sciogliersi: si getta nel water e si scarica normalmente. Le salviette umide, invece, solo se indicano "flushable"; altrimenti nel cestino.

Sono igieniche? Moltissimo. Le toilette pubbliche giapponesi sono tra le più pulite del mondo, controllate spesso. Il washlet stesso è pensato per l'igiene.

Dove ne trovo una facilmente? Nei konbini, nelle stazioni, nei grandi magazzini (spesso ai piani o al depachika), nei parchi. Sono ovunque, gratuite e segnalate.

E se non c'è di che asciugarsi le mani? Capita: molte toilette pubbliche non hanno asciugamani né aria. Per questo i giapponesi portano sempre un fazzoletto di stoffa (hankachi, si trovano ovunque da ¥200–500) in borsa. Fai lo stesso.

Il washlet è complicato? No: ti bastano STOP e getto posteriore. Tutto il resto è extra e, nel dubbio, STOP rimette tutto a posto.

I consigli di Masako

  • Impara solo STOP e "getto posteriore". Il resto viene da sé, e nel dubbio premi STOP.
  • Porta dei fazzoletti. In alcune toilette pubbliche non c'è di che asciugarsi le mani: i giapponesi hanno sempre un asciugamanino in borsa.
  • Attenta alle ciabatte. In molte case, ryokan e ristoranti ci sono ciabatte apposite per il bagno: si mettono entrando e — importante — si tolgono uscendo.
  • Usa il konbini o la stazione. Sono i posti più comodi e puliti per una sosta, sempre.
  • Prova l'otohime almeno una volta. È la cosa più giapponese che ci sia.

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Buon viaggio — e non stupirti se, tornata a casa, la tua vecchia toilette ti sembrerà un po' triste.