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Onsen: come funzionano le terme giapponesi (e le regole da sapere)

Una vasca termale all'aperto affacciata sulle montagne, con fiori rossi intorno Un bagno all'aperto affacciato sulla valle: è per questo che vale la pena superare l'imbarazzo iniziale.

In Italia abbiamo le terme, quindi l'idea non ti è nuova. Ma l'onsen giapponese funziona in modo diverso, e la differenza che spaventa tutti è una sola:

ci si entra completamente nudi. Niente costume. Mai.

Lo so che detta così sembra un ostacolo. Ti dico però una cosa: dopo cinque minuti non ci pensi più. Nessuno ti guarda, tutti sono lì per la stessa ragione, e quello che resta è una delle sensazioni più belle di un viaggio in Giappone — soprattutto d'inverno, con l'acqua caldissima e l'aria gelata sulla faccia.

Io a Hakone ci vado spesso, ed è sempre la parte del viaggio che mi rimette al mondo.

Che cos'è davvero un onsen

Non è una piscina riscaldata: è acqua termale che viene dal sottosuolo vulcanico, con minerali disciolti. La legge giapponese è precisa su cosa può chiamarsi onsen e cosa no.

Da non confondere con il sento, il bagno pubblico di quartiere: stesso rito, stesse regole, ma acqua normale scaldata. Se ne trovi uno in città, è comunque un'esperienza che consiglio.


Le regole, passo per passo

Sono meno complicate di quanto sembri. Ecco l'ordine esatto.

1. Entra dalla tenda giusta

All'ingresso ci sono due tende (noren): rossa o rosa per le donne (女), blu per gli uomini (男). I bagni sono separati, salvo rare eccezioni.

2. Spogliati completamente

Nello spogliatoio lasci tutto in un cestino o in un armadietto. Niente costume: non è ammesso, e nemmeno l'accappatoio.

Ti daranno due asciugamani: uno grande, che resta nello spogliatoio, e uno piccolo, che porti con te.

3. Lavati PRIMA di entrare in vasca

Questa è la regola più importante. Ci sono delle postazioni con doccetta e sgabello: ci si siede e ci si lava accuratamente, sapone e shampoo inclusi (li trovi lì). Si sciacqua tutto benissimo.

La vasca serve per stare a mollo, non per lavarsi. Entrare senza essersi lavati è la cosa peggiore che puoi fare.

Una vasca termale in legno e pietra, con l'acqua che scorre da una bocchetta di legno La vasca serve solo per immergersi: ci si arriva già puliti.

4. L'asciugamano piccolo non entra in acqua

Lo appoggi sul bordo, oppure — come fanno molti — piegato sulla testa. Non deve mai toccare l'acqua.

5. Dentro, si sta tranquilli

Non si nuota, non si schizza, non si parla a voce alta. Se hai i capelli lunghi, raccoglili: non devono toccare l'acqua.

6. Esci piano

L'acqua è calda davvero (spesso 40–42°C). Dieci o quindici minuti bastano; se ti gira la testa, esci. Bevi acqua prima e dopo, e non entrare a stomaco pieno né dopo aver bevuto alcol.


⚠️ I tatuaggi: la cosa da sapere prima di partire

Se hai un tatuaggio, leggi bene questa parte.

Molti onsen vietano ancora l'ingresso alle persone tatuate. Il motivo è storico: in Giappone i tatuaggi sono stati a lungo associati alla criminalità organizzata. Non c'entra nulla con te turista, ma la regola spesso resta scritta all'ingresso.

Le soluzioni:

  • Cerotti coprenti (tattoo seal): si comprano anche in Giappone. Funzionano se il tatuaggio è piccolo.
  • Strutture "tattoo friendly": sempre più numerose, si trovano cercando online prima di partire.
  • Il bagno privato (kashikiri): molti ryokan affittano una vasca a uso esclusivo per 45 minuti circa. Nessun problema di tatuaggi, e sei da sola o in coppia. È la soluzione che consiglio: risolve sia il tatuaggio sia l'imbarazzo.
  • Le camere con vasca privata: costano di più, ma alcune ryokan le hanno.

I tipi di bagno che incontrerai

  • Rotenburo — la vasca all'aperto. La più bella, soprattutto se dà su un bosco o una valle.
  • Uchiyu — la vasca interna, di solito più grande e più calda.
  • Kashikiri — quella privata, a ore.
  • Ashiyu — il bagno per i soli piedi, gratuito, spesso in mezzo alla strada nelle località termali. Ci si siede vestiti: perfetto se non te la senti di spogliarti.

Dormire in un ryokan con onsen

La facciata in legno di un ryokan illuminata la sera Le locande di legno delle località termali, la sera: dopo il bagno si gira in yukata anche fuori.

L'esperienza completa è dormire in un ryokan termale: bagno prima di cena, cena servita in stanza o in sala, futon steso mentre mangi, e un secondo bagno la mattina presto.

Ti daranno uno yukata (una vestaglia leggera di cotone) da indossare dentro la struttura — e nelle località termali anche in strada, per andare da un bagno all'altro. Si chiude sinistra sopra destra: al contrario si usa solo per i defunti.

Dove andare

  • Hakone — la più semplice da raggiungere da Tokyo, e la più adatta a una prima volta.
  • Kusatsu — una delle acque più famose del Giappone, nel nord.
  • Beppu — nel sud, un'intera città di vapori e sorgenti.
  • Ginzan — piccola e bellissima, con le locande di legno lungo il torrente.

👉 Approfondisci: Hakone in un giorno

I consigli di Masako

  • Se sei in imbarazzo, prenota un bagno privato. Costa poco e ti toglie il problema.
  • Vai presto la mattina o tardi la sera. Ci sono meno persone, e la luce è più bella.
  • Non sciacquarti dopo. I minerali continuano a fare effetto sulla pelle: si esce, ci si asciuga e basta.
  • Togliti i gioielli. Certe acque, specie quelle sulfuree, anneriscono l'argento.
  • Se puoi, scegli un rotenburo d'inverno. Acqua bollente, aria gelida, magari la neve: è il ricordo che ti porti a casa.

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Buon viaggio — e quando entri nella vasca, resta ferma un minuto senza fare niente. È lì che capisci perché i giapponesi ci tengono tanto.