Il Giappone di Masako

Il ramen in Giappone: i tipi, dove mangiarlo e come si ordina

di Masako · guida scritta dal Giappone

Una ciotola di ramen giapponese con brodo cremoso, fettine di maiale chashu, mezzo uovo, narutomaki e verdure, su un vassoio nero Una ciotola di ramen come si deve: brodo, chashu, mezzo uovo e il narutomaki a spirale. In Giappone il ramen è una piccola religione.

"Qual è il piatto che i giapponesi amano davvero, ogni giorno?"

Non il sushi elegante, ma una scodella fumante di ramen. In Giappone il ramen è ovunque — dai banconi minuscoli con sei sgabelli alle catene famose — e ogni regione, ogni maestro, ha la sua versione. È economico (una ciotola costa in media ¥800–1.200), confortante e sorprendentemente profondo: dietro un buon brodo ci sono ore (a volte giorni) di lavoro. Ti spiego i tipi, dove mangiarlo e come ordinarlo come una del posto, senza figuracce.

I quattro brodi di base

Il cuore del ramen è il brodo (tare + zuppa). Quattro grandi famiglie:

  • Shoyu (salsa di soia) — il classico di Tokyo: limpido, ambrato, saporito.
  • Miso — nato a Hokkaido: ricco, corposo, perfetto d'inverno.
  • Shio (sale) — il più delicato e leggero, lascia parlare il brodo.
  • Tonkotsu (osso di maiale) — di Kyushu: bianco, cremoso, intenso. Quello che conquista tutti.

Su questa base cambiano i noodle (dritti o ricci, sottili o spessi) e i condimenti: chashu (maiale brasato), uovo marinato (ajitama), germogli, cipollotto, nori, mais, burro, e il rosa narutomaki.

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Gli stili regionali

Ogni zona ha il suo ramen, ed è bellissimo "collezionarli" viaggiando:

  • Sapporo (Hokkaido) — il ramen al miso, con burro e mais: il comfort food della neve.
  • Hakata / Fukuoka (Kyushu) — il tonkotsu cremoso, con noodle sottilissimi (puoi chiedere il kaedama, una porzione extra di pasta).
  • Tokyo — lo shoyu classico, la scuola "storica".
  • Kitakata, Onomichi, Wakayama e decine di altre città hanno la loro ricetta locale.

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Dove mangiarlo (e la macchinetta dei biglietti)

Il ramen si mangia nei ramen-ya, spesso piccoli e informali. Una cosa spiazza i turisti: in molti locali si ordina e paga a una macchinetta all'ingresso (shokkenki). Sembra difficile, ma è facilissimo:

  1. Inserisci i soldi nella macchinetta.
  2. Premi il tasto del ramen che vuoi (spesso il primo in alto è quello "della casa"; molte hanno le foto).
  3. Prendi il biglietto che esce e siediti.
  4. Dai il biglietto al personale: penseranno a tutto loro.

L'ingresso di un ramen-ya a Tokyo di sera, con il noren, l'insegna luminosa a forma di ciotola e le scritte "ramen" e "gyoza" in giapponese Un ramen-ya di sera: la tenda noren, l'insegna a forma di ciotola e le scritte らーめん (ramen) e 餃子 (gyoza). Segui queste insegne e non sbaglierai.

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Come si mangia (il galateo della scodella)

Poche regole, e una che sorprende gli italiani:

  • Sorbire rumorosamente va bene — anzi, è quasi un complimento al cuoco, e raffredda i noodle. Non trattenerti!
  • Mangia in fretta. Il ramen va gustato caldo e i noodle si ammorbidiscono: non è il momento delle lunghe chiacchiere.
  • Bacchette per i noodle, cucchiaio per il brodo. Puoi anche portare la ciotola verso la bocca.
  • Bere tutto il brodo è un complimento, ma non è obbligatorio (è molto saporito).
  • Nei locali piccoli, non attardarti dopo aver finito: c'è spesso la fila fuori.

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Non solo ramen classico

Il mondo dei noodle giapponesi è più vasto:

  • Tsukemen — noodle e brodo separati: intingi la pasta nel brodo denso, boccone dopo boccone (¥900–1.300).
  • Abura soba — senza brodo, condito con salsa e olio: intenso e diverso (¥800–1.000).
  • Ramen in tazza dei konbini — sorprendentemente buoni, per uno spuntino low cost (¥200–350).

E accanto al ramen ci sono quasi sempre i gyoza (i ravioli alla piastra, ¥300–500 per un piatto da sei): l'abbinamento perfetto.

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I quattro stili nel dettaglio: cosa aspettarsi in ciotola

Ogni stile di ramen ha un'identità precisa. Conoscerla in anticipo aiuta a scegliere il posto giusto — e a capire cosa stai gustando.

Shoyu: il classico di Tokyo

Un ramen dai colori vivaci con brodo scuro ambrato, fettine di chashu e uovo marinato Un ramen shoyu classico: il brodo color ambrato, il chashu rosa e il mezzo uovo. La scuola di Tokyo — la più antica, la più pura.

Il ramen shoyu è il più antico stile documentato di ramen in Giappone, nato a Tokyo (allora chiamata Asakusa) all'inizio del Novecento nelle bancarelle dei cuochi cinesi immigrati. Il brodo è a base di pollo o maiale, con la salsa di soia (shoyu) come condimento principale. Il risultato è un liquido trasparente, ambrato, dall'aroma intenso ma non pesante. I noodle tradizionali per il Tokyo-style sono ondulati e di medio spessore.

I topping classici includono il chashu (fettine di pancetta di maiale brasata lentamente in salsa di soia e mirin), il menma (bambù fermentato), il cipollotto verde e il nori. Il ramen shoyu è il riferimento, il punto di partenza ideale per chi assaggia il ramen per la prima volta.

Da cercare a Tokyo: Fuunji (Shinjuku, coda tipica di 30–60 minuti), Taishoken (Toshima, inventori del tsukemen), Nakiryu (2 stelle Michelin, ¥900 per il ramen tantanmen, meglio prenotare).

Miso: il calore di Hokkaido

Il ramen al miso nasce a Sapporo negli anni Cinquanta, secondo la leggenda per caso: un cuoco aggiunse del miso direttamente nel brodo su richiesta di un cliente frettoloso. Il risultato fu talmente buono che diventò un classico in pochi anni.

Il brodo al miso è il più ricco e corposo tra i quattro stili: il miso (pasta fermentata di soia) dà una profondità di sapore che gli altri brodi non hanno. Tipicamente viene eseguito con aglio saltato nel lardo, che aggiunge ulteriore complessità. I topping tradizionali sono mais, una noce di burro che si scioglie in superficie, germogli di soia e maiale tritato. I noodle sono spessi e resistenti, in grado di reggere il brodo robusto.

Da cercare a Sapporo: Shinasobaya (il locale dove secondo la leggenda nacque il miso ramen), Aji no Sanpei, Sumire. La zona di Susukino a Sapporo ha una concentrazione straordinaria di ottimi ramen-ya.

Shio: l'eleganza del sale

Il ramen shio ("sale") è considerato il più difficile da fare bene: il brodo è quasi trasparente, delicatissimo, e non c'è nulla che nasconda la qualità degli ingredienti. Tradizionalmente nato nelle città di Hakodate (Hokkaido) e nelle zone costiere, sfrutta spesso brodi di pollo e frutti di mare (alghe kombu, katsuobushi, crostacei). Il sapore è pulito, sottile, floreale quasi.

È il ramen preferito dagli intenditori: chi ama il gusto "puro" spesso sceglie lo shio su tutto il resto. I noodle sono in genere sottili e lisci.

Da cercare: il ramen shio di Hakodate è il più famoso; a Tokyo, le versioni col brodo di pollo Jidori artigianale sono tra le cose più raffinate da assaggiare.

Tonkotsu: l'intensità di Kyushu

Il tonkotsu è il più famoso fuori dal Giappone — e non è difficile capire perché. Il brodo è ottenuto cuocendo le ossa di maiale ad alta pressione per ore (a volte più di 12), estraendo tutto il collagene e il grasso: il risultato è un liquido bianco opaco, cremoso, ricchissimo. Il sapore è intenso, quasi dolce, con una nota di umami profondissima.

I noodle tipici del Hakata-style sono sottilissimi (hosomen): scivolano via veloci, si assorbono bene nel brodo denso. Il condimento standard include fettine di chashu, cipollotto, funghi kikurage e zenzero marinato (beni shoga) che taglia la grassezza del brodo. La peculiarità di Hakata: puoi chiedere il kaedama (¥100–200 extra) — una porzione fresca di noodle da buttare nel brodo rimasto, finendo fino all'ultima goccia.

Da cercare a Fukuoka/Hakata: i yatai (bancarelle notturne) lungo il fiume Naka, Ichiran (catena famosa per i "scomparti della concentrazione" dove si mangia soli e in silenzio), Ippudo (fondato a Hakata nel 1985, ora con sedi in tutto il mondo).

Il ramen per regione: una mappa del gusto

Una ciotola di ramen con brodo cremoso, garnish colorati e le bacchette appoggiate sul bordo Ogni regione del Giappone ha il suo ramen. Collezionare stili diversi durante il viaggio è uno dei piaceri più autentici — e accessibili — della cucina giapponese.

Il Giappone ha un numero quasi infinito di stili locali, ma alcuni si distinguono per carattere e fama:

Kitakata (Fukushima): uno degli stili più storici, con noodle larghi e piatti (futomen), quasi piatti, in un brodo shoyu leggero fatto con salsa di soia bianca (shiro shoyu). È un ramen "da mattina": a Kitakata i locali aprono alle 7 e molti abitanti fanno colazione con una ciotola. Da non perdere se si passa dalla zona di Aizu.

Onomichi (Hiroshima): brodo di pollo e maiale chiaro con un elemento curioso: uno strato di grasso di maiale che galleggia in superficie, sciolto lentamente in cima alla ciotola calda. I noodle sono sottili e il condimento include nikukasuage (ciccioli di maiale fritto). Molto locale, molto autentico.

Wakayama: uno degli stili più complessi — brodo misto shoyu e tonkotsu, con un profilo di sapore immediato e "piccolo" nel senso migliore (le ciotole sono piccole, ma il gusto è concentrato). Una delle tradizioni storiche più apprezzate in Giappone, spesso nei ranking dei migliori ramen nazionali.

Asahikawa (Hokkaido): il fratello freddo del ramen di Sapporo, con un brodo misto di pollo e maiale, salsa di soia e uno strato di grasso in superficie che preserva il calore anche nelle temperature artiche di -20°C. I noodle sono ondulati e morbidi.

Kyoto: sorprendentemente, Kyoto ha la sua scuola di ramen, basata su un brodo di pollo con salsa di soia bianca — è un ramen "light" rispetto agli altri, quasi delicato, con topping di cipolloto verde tagliato finissimo e olio di pollo. Una tradizione distinta e meno nota, da cercare nelle botteghe storiche del centro.

Il Ramen Museum di Shin-Yokohama: il tempio del noodle

Se sei appassionato di ramen (o vuoi diventarlo), il Shin-Yokohama Raumen Museum è una tappa obbligatoria. Aperto nel 1994, è stato il primo "parco a tema gastronomico" del mondo: un edificio su più piani che riproduce le strade di Tokyo negli anni Cinquanta, con illuminazione notturna perenne, negozietti d'epoca, jukebox e musica dell'era Showa.

Al suo interno ci sono nove ramen-ya provenienti da diverse regioni del Giappone — spesso i locali originali che hanno aperto qui una seconda sede. Puoi assaggiare ramen di Kyushu, Hokkaido, Wakayama, Toyama e altri stili regionali tutti nello stesso posto. Le ciotole "mini" (metà porzione, ¥600–800) permettono di assaggiarne tre o quattro diversi in una visita.

Informazioni pratiche:

  • Indirizzo: 2-14-21 Shinyokohama, Kohoku-ku, Yokohama
  • Accesso: 5 minuti a piedi dalla stazione di Shin-Yokohama (linee Shinkansen e JR)
  • Orario: 11:00–23:00 (variano i giorni di chiusura dei singoli locali)
  • Ingresso: ¥380 per gli adulti (¥100 per i bambini)
  • Tempo consigliato: 2–3 ore per assaggiare 3–4 stili

È un posto che funziona bene anche con i bambini, grazie all'atmosfera retrò e agli spazi ampi.

Come trovare il ramen migliore: consigli pratici

Non tutti i ramen-ya sono uguali, e in Giappone esistono autentici templi del brodo frequentati dai locali. Qualche criterio per trovare i posti migliori:

  • La coda è un buon segno. I ramen-ya famosi hanno sempre file fuori dalla porta, specialmente a pranzo (12:00–13:30) e a cena (19:00–21:00). Una coda di 20–30 minuti è normale e quasi sempre vale l'attesa.
  • Cerca il posto piccolo. I locali con 8–12 posti al bancone sono spesso migliori delle catene grandi: c'è un solo cuoco che prepara tutto.
  • Guarda il tabelog. L'app giapponese Tabelog (e il suo sito) è la guida più attendibile ai ristoranti in Giappone — più di TripAdvisor. Cerca "ラーメン" (ramen) + il nome della città per i locali meglio valutati.
  • Fidati delle insegne con la ciotola. Quasi tutti i ramen-ya hanno un'insegna con il carattere らーめん o ラーメン e spesso un'immagine di ciotola fumante. Impossibile non riconoscerli.
  • I konbini come alternativa. In Giappone anche i ramen in tazza dei convenience store (7-Eleven, Lawson, FamilyMart) sono sorprendentemente buoni: da ¥200 per una cena di emergenza saporita.

In breve

Brodo Sapore Da dove viene
Shoyu soia, limpido Tokyo
Miso ricco, corposo Hokkaido (Sapporo)
Shio sale, delicato vari
Tonkotsu maiale, cremoso Kyushu (Hakata)

I consigli di Masako

  • Prova il tonkotsu di Hakata almeno una volta. Cremoso e indimenticabile.
  • Non temere la macchinetta. Soldi, tasto, biglietto: davvero facile, e molte hanno le foto.
  • Sorbisci senza vergogna. In Giappone è educato, non maleducato.
  • Mangialo caldo e in fretta. Il ramen non aspetta: i noodle si ammorbidiscono.
  • Abbina i gyoza. Ramen + gyoza è la coppia perfetta (e molto giapponese).

Domande frequenti

Quanto costa una ciotola di ramen in Giappone? Un ramen di buona qualità in un ramen-ya costa ¥800–1.200. Con le aggiunte (uovo extra, chashu extra, porzione grande) si arriva a ¥1.300–1.500. I ramen da bancone più semplici partono da ¥600, i locali "gourmet" possono arrivare a ¥1.800. In ogni caso, è uno dei pasti più economici e soddisfacenti del Giappone.

Come funziona la macchinetta dei biglietti? Si chiama shokkenki e si trova all'ingresso di molti ramen-ya. Inserisci le banconote o monete (accetta di solito ¥1.000, ¥500, ¥100), premi il tasto del piatto che vuoi (spesso il primo in alto a sinistra è il ramen "della casa"), prendi il biglietto che esce e lo consegni al personale quando ti siedi. Ricevi il resto dalla macchinetta.

È vero che è educato fare rumore mangiando i noodle? Sì: sorbire i noodle rumorosamente è del tutto normale in Giappone, e anzi indica apprezzamento. Raffredda i noodle e permette di gustarli meglio. Nessuno ti guarderà male, anzi: in un ramen-ya silenzioso saresti tu l'eccezione.

Qual è il ramen migliore da provare per la prima volta? Per un primo assaggio, il tonkotsu (brodo di osso di maiale, cremoso e bianco) è quello che conquista di più. Se preferisci qualcosa di meno intenso, prova lo shoyu (salsa di soia), il classico di Tokyo. Entrambi costano circa ¥900–1.100 nella maggior parte dei locali.

Si possono mangiare ramen buoni anche nei konbini? Sì: i ramen in tazza dei konbini sono sorprendentemente buoni e costano appena ¥200–350. Non sono al livello di un ramen-ya artigianale, ma per uno spuntino veloce o una cena in hotel sono un'ottima soluzione.


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Buon viaggio — e la prima sera che spingerai una tenda noren, ti siederai al bancone e alzerai la ciotola sorbendo forte, capirai che in Giappone anche una semplice scodella di noodle può essere pura felicità.