Come ordinare al ristorante in Giappone senza stress
I modelli di plastica in vetrina: indichi quello che vuoi, con tanto di prezzo. Mangiare in Giappone è più facile di quanto pensi.
"Non parlo giapponese: come faccio a ordinare al ristorante?"
È la paura numero uno di chi arriva. E ti tolgo subito il pensiero: in Giappone si mangia benissimo anche senza dire una parola. Non è un caso — molti locali sono pensati apposta perché tu possa ordinare senza parlare con nessuno.
Da giapponese, ti spiego come funziona davvero, tipo di locale per tipo di locale. Dopo la prima volta, non ci penserai più.
In sintesi: come si ordina, tipo per tipo
| Tipo di locale | Come si ordina |
|---|---|
| Ramen, gyūdon, soba | Distributore di biglietti all'ingresso: scegli, paghi, consegni il tagliando |
| Ristorante con vetrina | Indichi il modello di plastica o la foto sul menu |
| Izakaya | Menu al tavolo (spesso con foto); arriva l'otōshi (vedi sotto) |
| Sushi sul nastro (kaiten) | Prendi i piatti dal nastro o ordini allo schermo; paghi contando i piatti |
| Catene e family restaurant | Menu con foto e numeri, a volte un tablet al tavolo |
Il distributore di biglietti (il trucco più comodo)
Nei locali di ramen, riso e tempura vedrai spesso una macchinetta all'ingresso, piena di bottoni con foto o scritte.
Funziona così:
- Inserisci i soldi (contanti, a volte carta).
- Premi il bottone del piatto che vuoi (molte hanno le foto).
- Esce un tagliando: lo consegni al banco e ti siedi.
Nient'altro. Niente conversazione, niente errori di lingua. È il mio sistema preferito, ed è tipicamente giapponese.
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I modelli di plastica e i menu con le foto
Tantissimi ristoranti espongono in vetrina i piatti in plastica (sampuru), realizzati con una cura incredibile, ciascuno con il prezzo. Se non sai cosa scegliere o come si chiama, puoi anche far uscire il cameriere e indicare la vetrina: è normale, lo fanno anche i giapponesi.
Dentro, quasi tutti i menu hanno le foto. Indicare con il dito va benissimo — non è maleducazione.
L'otōshi: il piattino che non hai ordinato
Questa è la cosa che sorprende — e a volte spaventa — chi non la conosce. Negli izakaya (le trattorie giapponesi), poco dopo esserti seduto arriva un piccolo piatto che non hai ordinato: è l'otōshi.
Non è un errore e non è una fregatura. È una specie di coperto: un assaggio della cucina che vale un paio di euro e che compare sul conto. Fa parte del gioco: accettalo e assaggialo, spesso è buonissimo.
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Come si entra, si chiama e si paga
- All'ingresso ti diranno "Irasshaimase!" (benvenuto): non devi rispondere, è un saluto rituale. Poi indicano quante persone siete con le dita.
- Per chiamare il cameriere si dice "Sumimasen" (scusi). In molti locali c'è un campanello sul tavolo: premilo senza timore.
- Si paga alla cassa, non al tavolo: porti il conto (o il tagliando) alla reji all'uscita.
- Non si lascia mai la mancia. Mai, in nessun locale. Il servizio è già incluso e offerto con cura.
- L'acqua e il tè sono gratis e di solito arrivano da soli, freddi d'estate e caldi d'inverno.
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Un pasto giapponese: tanti piccoli piatti
Un pasto tradizionale: tante piccole portate, ognuna nella sua ciotola, scelte secondo la stagione.
Una cosa che colpisce gli italiani è che un pasto giapponese non è un piatto grande, ma tante piccole portate servite insieme: riso, zuppa, un po' di pesce, verdure, sottaceti. Si mangia un po' di qua e un po' di là, non in ordine.
E sì: fare rumore con i noodles va benissimo. Aspirare il ramen non è maleducazione, anzi — dicono che sia più buono così.
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I consigli di Masako
- Non aver paura di entrare. Se un locale ha la macchinetta o la vetrina, puoi ordinare senza dire nulla.
- Cerca la fila di giapponesi. I posti con la coda all'ora di pranzo sono quasi sempre ottimi ed economici.
- Tieni un po' di contanti. I locali piccoli e le macchinette a volte non prendono la carta.
- Assaggia l'otōshi. Non è un errore sul conto: è parte dell'esperienza dell'izakaya.
- Indica senza vergogna. La vetrina, la foto sul menu, il dito: è il modo giusto, non una scortesia.
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Buon viaggio — e alla prima ciotola di ramen ordinata da una macchinetta, senza dire una parola, ti sentirai a casa.