Il Giappone è sicuro? Criminalità, terremoti e cosa fare in emergenza
Una strada qualunque, di notte. In Giappone si cammina così anche da sole, e non è un'eccezione.
La risposta breve è sì, moltissimo. Il Giappone è uno dei paesi più sicuri del mondo, e questo si sente nella vita di tutti i giorni.
Ma "sicuro" non vuol dire "non c'è niente da sapere". Ci sono due cose molto diverse di cui parlare: la criminalità (pochissima) e i terremoti (frequenti). E le domande che ricevo riguardano quasi sempre la seconda.
Vivo a Tokyo. Ti racconto com'è davvero.
La criminalità: quasi assente
Le cose che ti sembreranno strane, e che qui sono normali:
- Si cammina da sole di notte, anche in città grandi, anche in stazioni deserte.
- La gente lascia la borsa sul tavolo del bar per andare a ordinare, e la ritrova lì.
- Le biciclette restano fuori con la spesa nel cestino.
- Gli oggetti persi tornano indietro. Se perdi il portafoglio, molto probabilmente lo ritrovi — con i soldi dentro.
Non è un modo di dire: è il funzionamento normale del paese.
⚠️ Ma non è magia: le cose che succedono davvero
Sarei disonesta se mi fermassi qui. Le poche situazioni a cui fare attenzione:
- Le molestie sui treni affollati. Esistono, e il fatto che ci siano carrozze riservate alle donne nelle ore di punta lo dimostra. Sono segnalate in rosa sulla banchina: usale se il treno è pieno. Se succede qualcosa, si può dire ad alta voce "yamete kudasai" (smetta) — e attorno a te la gente interviene.
- I quartieri della vita notturna (Kabukicho a Tokyo, alcune zone di Osaka). Qui il rischio non è la violenza: sono i locali truffa. Qualcuno per strada ti invita in un bar, entri, e il conto è assurdo. → Regola semplice: non seguire mai chi ti ferma per strada invitandoti in un locale. Nei locali normali nessuno viene a cercarti fuori.
- Piccoli furti nei luoghi molto turistici e affollati. Rari, ma tieni comunque la borsa chiusa.
- Le biciclette vengono rubate più di quanto immagini. Se ne noleggi una, usa il lucchetto.
Se ti serve aiuto: il koban
I koban sono ovunque, spesso accanto alle stazioni. È lì che si va per qualsiasi problema.
I koban sono piccoli posti di polizia di quartiere, aperti sempre, presenti ovunque — soprattutto vicino alle stazioni.
Ci si va per qualsiasi cosa: hai perso qualcosa, non trovi la strada, ti senti a disagio. Non serve un reato. Gli agenti sono abituati ad aiutare, anche a gesti.
Numeri di emergenza:
- 110 — Polizia
- 119 — Ambulanza e vigili del fuoco
🔴 I terremoti: la parte importante
Questa è la domanda che mi fanno più spesso, e merita una risposta seria.
Come stanno le cose
In Giappone la terra trema spesso. La maggior parte delle scosse sono piccole: un tremolio di qualche secondo, i lampadari che oscillano, e tutti continuano quello che stavano facendo.
Se resti due settimane, è possibile che tu ne senta una. È normale, e non è un'emergenza.
La cosa che devi sapere è che il Giappone è costruito per questo. Gli edifici moderni sono progettati per oscillare senza crollare, e le scuole insegnano cosa fare fin dall'asilo.
Cosa fare durante una scossa
Poche regole, ma vanno sapute prima:
- Resta dove sei. Non correre fuori: la maggior parte dei feriti si fa male scappando, non per il crollo.
- Proteggi la testa. Mettiti sotto un tavolo, o copriti con un cuscino o una borsa.
- Allontanati da finestre, vetrine e scaffali alti.
- Se sei all'aperto, allontanati da muri, insegne e vetrate.
- Quando smette, apri la porta (serve a non restare chiusi dentro) e aspetta indicazioni.
- Non usare l'ascensore dopo una scossa.
L'allarme sul telefono
Il Giappone ha un sistema di preallarme sismico: qualche secondo prima della scossa, tutti i telefoni nella zona emettono un suono fortissimo e inconfondibile.
La prima volta spaventa moltissimo. Sapere che esiste, e che quel suono significa "stanno per arrivare qualche secondo di tremolio", cambia tutto.
Il mio consiglio: scarica prima di partire un'app ufficiale per turisti stranieri con gli avvisi in inglese (cerca "Safety tips", dell'ente del turismo giapponese). E guarda dove sono le uscite dell'hotel il primo giorno: è un minuto che ti toglie l'ansia per tutto il viaggio.
Lo tsunami
Riguarda solo le zone costiere, e solo dopo scosse forti. La regola è una sola: se sei vicino al mare e senti una scossa lunga, sali. Verso l'alto, subito, senza aspettare conferme. I cartelli di evacuazione sono ovunque nelle zone a rischio.
I tifoni
Da giugno a ottobre possono arrivare i tifoni. Non sono pericolosi se sei in città e resti dentro, ma bloccano i trasporti: treni fermi, voli cancellati, negozi chiusi.
Cosa fare: guarda le previsioni, e se ne annunciano uno, sposta i piani di viaggio di un giorno. Non provare a prendere un treno "tanto ce la faccio".
La salute e l'assicurazione
Il sistema sanitario giapponese è ottimo, ma per uno straniero costa: una visita in ospedale si paga per intero, e un ricovero può diventare molto caro.
Un'assicurazione di viaggio è una spesa piccola rispetto al rischio. Verifica che copra le spese mediche e l'eventuale rientro.
Per i problemi piccoli, le farmacie hanno di tutto e il personale è disponibile. Porta comunque i tuoi farmaci abituali.
👉 Attenzione ai farmaci vietati: Cosa mettere in valigia
Viaggiare da sola
Te lo dico da donna che vive qui: il Giappone è uno dei posti migliori al mondo per viaggiare da sola.
Puoi mangiare al banco da sola senza che nessuno ti guardi, camminare la sera, prendere l'ultimo treno. Molti ristoranti hanno posti singoli pensati apposta.
Le accortezze sono le stesse di sempre, non di più: usa le carrozze femminili nelle ore di punta, evita i quartieri della vita notturna a tarda notte se sei sola, e non seguire chi ti ferma per strada.
I consigli di Masako
- Non aver paura dei terremoti, ma sappi cosa fare. Cinque minuti di lettura ora valgono più di qualsiasi preoccupazione.
- Guarda le uscite di sicurezza dell'hotel il primo giorno.
- Salva i numeri 110 e 119 nel telefono.
- Fatti l'assicurazione. È la cosa che speri di non usare, ma se serve, serve tanto.
- Rilassati. Davvero: qui la sicurezza è la cosa di cui ti preoccuperai di meno.
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Buon viaggio — e la prima sera che tornerai a piedi in hotel senza pensarci due volte, capirai di cosa parlavo.